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ZAFFIRO

Specie: Corindone

Varietà: Zaffiro

E' una delle gemme più nobili nell'universo della gemmologia.

Forma, insieme a diamante, smeraldo e rubino il quartetto delle pietre più pregiate e ricercate.

Appartiene alla specie corindone, del quale rappresenta varietà di colorazioni diverse: è soprattutto famosa la colorazione blu, ma non tutti sanno che esistono zaffiri di svariati altri colori, chiamati comunemente "fancy" (dall'inglese =fantasia).

Il corindone, e quindi ogni zaffiro, ha formula chimica Al2O3, ed appartiene al sistema cristallino esagonale.

Nello zaffiro blu, nel verde ed in alcuni gialli, il colore è dovuto alla presenza di pochi atomi di ferro e di titanio, in quello rosa, generalmente alla presenza di cromo.

Essendo un corindone, lo zaffiro ha una durezza superiore a quella di ogni altra pietra di colore naturale, e nel campo delle gemme naturali è inferiore solo al diamante.

Le dimensioni tipiche dello zaffiro, usate in gioielleria, vanno dai 0,10 ct. ai 5 ct., per pietre sfaccettate, nelle più disparate forme di taglio, o per i bellissimi cabochon.

Non è infrequente imbattersi in zaffiri asteria, quelle gemme, cioè, che presentano un naturale ornamento a forma di stella, disegnato sulla propria superficie (perchè questo effetto sia ben visibile è però necessario che la gemma sia tagliata a cabochon).

Le maggiori miniere di zaffiri si trovano in Australia, Thailandia, Sri Lanka, Birmania, ma altri importanti paesi produttori sono la Cambogia, il Kenya, l'India, la Tanzania e gli Usa.

In virtù degli standard e delle convenzioni maggiormente riconosciute nel campo della gemmologia e della gioielleria, lo zaffiro è stato designato come pietra del mese di settembre, del segno zodiacale del toro, delle ore 10.00 del mattino, del giovedi' (martedi' se asteria), dell'autunno, del 5° e del 45° anniversario di matrimonio.

E' una pietra che ha sempre goduto di molta considerazione attraverso i secoli.

Tra gli zaffiri celebri è interessante ricordare la coppia di cabochon che componeva il pendantif di Carlo Magno e che conteneva una reliquia della Croce (Ora nel tesoro della Cattedrale di Reims), o la "Stella d'India", di ben 563 ct., attualmente al Museum of Natural History di New York.

Nell'antica Grecia era consuetudine indossare uno zaffiro quando si andava a consultare un oracolo. Secondo la tradizione, infatti, lo zaffiro è considerato in grado di favorire i contatti con l'inconscio, nonchè di proteggere l'amore e di favorire la fedeltà. Molto suggestiva è l'antica convinzione degli antichi Persiani, i quali sostenevano che la Terra si adagiasse sopra uno zaffiro blu gigante i cui riflessi determinavano il colore del cielo.

A conferma della grande considerazione in cui veniva tenuta questa gemma nell'antichità, vi è la tradizione che vuole lo zaffiro come supporto delle Tavole della Legge con i dieci comandamenti, consegnate da Dio a Mosè.

Una delle virtù terapeutiche attribuite allo zaffiro sarebbe, secondo i maghi o i cultori dell'occulto, la sua capacità di ridurre le febbri e di arrestare le emorragie dal naso, se premuto contro la fronte.

Enrico Cannoletta (Graduate Gemologist G.I.A.)

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